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Le coordinate dell'information design

Visualizzazioni senza confini

luglio 27, 2015 - Data Visualization, Infografiche, Information Design
Visualizzazioni senza confini

PREMESSA
Lo scorso martedì ho avuto il piacere di assistere ad una serata evento organizzata da Hacks and Hackers Venezia (Enrico Costa e Luca Corsato) dedicata al giornalismo dei dati e in particolare alla visualizzazione delle informazioni.

Protagonisti della serata erano Matteo Moretti, fresco di premiazione ai DJA nella categoria Data Visualisation of the Year (small newsroom) con il progetto Repubblica Popolare di Bolzano, e Andrea Zaggia, co-fondatore di Piktochart, un’applicazione per creare infografiche che aiuta a raccontare storie visive.

La serata, oltre che per la qualità degli interventi, è stata molto interessante perché grazie ad una piacevole tavolata mi ha offerto la possibilità di conoscere meglio i due relatori.

Ne sono scaturite due interessanti interviste: la prima, protagonista di questo articolo, è con Andrea Zaggia e Ai Ching (moglie nonchè co-fondatrice di Piktochart). Alla seconda, con Matteo Moretti, sarà dedicato il prossimo articolo.

INTERVISTA

CARTESIANI: Anzitutto è un grande piacere avere la possibilità di intervistarvi. Piktochart e’ un software online per il visual storytelling che aiuta gli utenti a creare infografiche a livello professionale, anche quelli che non hanno alcuna esperienza in graphic design. La vostra azienda è uno dei principali player del settore.
Nell’intervento di martedì scorso hai spiegato che l’idea di Piktochart è nata dall’aver colto un trend nascente come quello del visual design. Ti ricordi qualche spunto o ispirazione o incontro in particolare che vi ha convinto che quello era il settore su cui puntare?

ANDREA ZAGGIA: Ai Ching proviene da un background in marketing e psicologia; era affascinata dal mondo del design ma al tempo stesso era consapevole del fatto che fosse un campo ostico per chi non era un designer. Leggeva articoli e si interessava al mondo delle startup e nel farlo ha individuato il trend crescente di aziende che raccontavano la loro storia in modo visivo; i loro blog erano sempre piu orientati verso l’aspetto visuale piuttosto che su quello testuale. Potremmo dire che questo e’ stato l’inizio.

CARTESIANI: Ci piace capire come nascono i nomi delle aziende, anche perchè spesso si scoprono aneddoti divertenti. Ecco dunque la fatidica domanda: Come è nato il nome Piktochart? C’erano altre idee di nomi che avete scartato?

AI CHING: Andrea in quel periodo era appassionato da un gioco chiamato Picross (un gioco di nonogrammi della Nintendo), dove in base ai numeri sui bordi bisogna calcolare i pixel che formano l’immagine.
Ci e’ piaciuta l’analogia, nel nostro caso tra immagini e dati da cui pikto e chart. Abbiamo pensato ad altri nomi ma al momento ma l’unico che ricordiamo e’ pitora (sempre pensando all’analogia di vedere il visual nella sua integrita’) ma ci e’ sembrato troppo artistico… 🙂

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CARTESIANI: Una domanda che piacerà al nostro pubblico femminile. Due anni fa abbiamo raccontato la storia di JESS3, una delle più famose Agenzie di Visual Design.‎ In quel caso il successo imprenditoriale si basava su una bella storia d’amore tra i due fondatori, Jesse Thomas e Leslie Bradshaw. Anche nel vostro caso il successo si basa sulla vostra coppia. Cosa ci potete raccontare a riguardo? Il segreto del successo è proprio nella vostra complementarietà?

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AI CHING: Abbiamo incontrato Jesse a un convegno qualche anno fa, e conosciamo Leslie tramite social network, ma non avevamo idea che fossero partners e soci! 🙂
Jesse e’ estremamente energetico rispetto al geek che e’ Andrea (ndr: Ai Ching lo dice sorridendo…). Andrea e’ piuttosto silenzioso, gli piace spendere il suo tempo a programmare e non si sente a suo agio a parlare in pubblico (a meno che non siano altri geeks o piccoli gruppi di persone).
ANDREA ZAGGIA: Ad Ai Ching piace molto imparare nuovi argomenti sul marketing, lavorare con altre persone e avere nuove idee. Quindi sì, ci complementiamo a vicenda: io nella parte tecnica e Ching nella parte di pubbliche relazioni e nel trovare nuove idee su come far crescere l’attivita’. 🙂

CARTESIANI: La crescita di Piktochart è stata davvero fortissima. Nel frattempo il panorama si è affollato di competitor, segno peraltro che eravate stati lungimiranti. Come pensate di posizionarvi e come state “reagendo” alla competizione?

AI CHING:Al momento siamo conosciuti come uno strumento per fare infografiche. Abbiamo competitors che sono molto forti nell’ambito della Data Visualization e della Business Intelligence. Altri ancora sono veri e propri editor grafici. A noi piacerebbe diventare uno strumento per il visual storytelling. E’ il nostro obbiettivo, non so se sia una reazione verso i nostri competitors, ma in definitiva stiamo reagendo prestando attenzione alle esigenze dei nostri utenti.

CARTESIANI: Ecco questa risposta non ci sorprende: durante l’intervento dell’altra sera si percepiva nettamente una grande capacità di ascoltare le esigenze degli utenti. Cosa avete imparato dai vostri clienti?

ANDREA ZAGGIA: All’utente non piace il cambiamento. Dopo 3 anni facciamo il possible per non avere cambiamenti importanti nella user experience, ma se e’ necessario facciamo del nostro meglio per gestire le loro aspettative.
Gli utenti hanno sempre nuove esigenze e richieste per nuove funzionalita’. Tutto ciò può diventare un rumore molto forte quando cerchi di avere un focus per il prodotto. In questo caso per darci una direzione, prendiamo in considerazione soprattutto le richieste piu frequenti/urgenti.

AI CHING:Il cliente e’ il nostro miglior evangelista: tutto il nostro programma di marketing gira intorno all’idea di permettere all’utente di fare del loro meglio. Devo dire che i nostri utenti sono magnifici! Molti di loro ci aiutano, ci incoraggiano, partecipano a sondaggi via mail e ci forniscono suggerimenti. Quando viaggiamo cerchiamo sempre di andarli a trovare e se non possiamo spostarci usiamo con loro lo strumento della video chiamata.

CARTESIANI: Siamo convinti che il mondo stia vivendo un “RINASCIMENTO VISUALE” che sta ponendo di nuovo l’uomo al centro del fenomento dei big data. Soltanto l’uomo è in grado, grazie a strumenti come il vostro, di scovare significati all’interno dei numeri e comunicarli con efficacia.

Se il Rinascimento ha avuto Botticelli, Raffaello, Leonardo da Vinci e molti altri grandi artisti. Chi sono secondo voi i “Raffaello” del Visual Design?

ANDREA ZAGGIA:Questa e’ una bellissima domanda. Ai Ching in particolare e’ una fan ed e’ molto colpita dalle idee e i testi di Nancy Duarte. Anche se non e’ tecnicamente un’esperta dei big data. Nancy capisce cosa sia la comunicazione visiva e ha speso tutta la sua carriera nello studiare come raccontare meglio una storia.

CARTESIANI: In chiusura una domanda che facciamo durante alcuni workshop che introducono neofiti al mondo dell’information design e del visual storytelling. Dateci tre numeri che meglio raccontano la vostra storia.

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Grazie Andrea e Ai, speriamo di avervi presto ospiti di una delle nostre serate.

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