Menu

Le coordinate dell'information design

Massimo e un nuovo modo di donare

Gennaio 25, 2015 - Infografiche, Information Design, Open Data
Massimo e un nuovo modo di donare

Questa settimana abbiamo il piacere (sincero) di ospitare nel nostro blog Massimo Giacchino, un ragazzo conosciuto durante le lezioni che abbiamo tenuto durante la quinta edizione del M.A.D.E.E., il Master di Digital Accademia.

foto

Massimo si era mostrato davvero interessato al tema delle infografiche.
Massimo però ci aveva colpito per l’entusiasmo con cui parlava del suo progetto di piattaforma di crowdfunding sociale.

Oggi, dopo alcuni mesi, è nata P-Value, la prima piattaforma web che permette di creare un progetto, condividerlo con il proprio network e ottenere un FINANZIAMENTO IN BENI per la sua realizzazione.

CARTESIANI (C): Ciao Massimo, siamo veramente lieti di intervistarti perchè quella piattaforma di cui ci parlavi con grande passione sei veramente riuscito a realizzarla.
Raccontaci come hai fatto. Cosa è successo subito dopo il Madee?

MASSIMO GIACCHINO (MG): Al termine del Madee ho applicato la filosofia ‘get out of the building’. Sono andato direttamente a parlare con i miei potenziali clienti con un approccio oggettivo e divergente. Ho indagato quali fossero i loro problemi e le loro sensazioni riguardo il mondo dell’associazionismo e delle donazioni online.

Grazie a questo approccio per la prima volta sono realmente entrato in contatto con il contesto a cui l’idea imprenditoriale fa riferimento. Questo metodo mi ha consentito di non strutturare un prodotto secondo le mie intuizioni, ma secondo quello che i consumatori chiedono!

Un’ulteriore validazione dell’idea, lato investitori e mercato, è emersa durante le innumerevoli occasioni di incontri, workshops e startup competition a cui ho partecipato!

A ogni occasione di dialogo ho esposto la mia idea apertamente e sono stato propenso alla critica costruttiva più feroce. Questa mentalità non era nelle mie corde prima di iniziare il master; pensavo che l’idea dovesse rimanere il più segreta possibile e i commenti negativi fossero solo fine a se stessi. Invece, grazie all’ecosistema che ruota intorno al master, ho appreso l’importanza della condivisione e del metter in discussione continuamente se stessi e le proprie idee!

(C): Quello del Crowdfunding è uno dei trend più forti del momento, anche in Italia ormai dove a Maggio 2014 risultavano attive ben 41 piattaforme di Crowdfunding? Sai darci qualche numero di maggiore dettaglio?

(MG): si stima che le piattaforme di Crowdfunding in Italia abbiamo superato la soglia delle 50. Il vero problema non è legato al numero, ma al fatto che la maggior parte di esse sono la fotocopia delle uniche 4/5 piattaforme che hanno imboccato la strada della sostenibilità.
Ovviamente questo è un approccio fine a se stesso. Di conseguenza credo che a fine 2015 le piattaforme che rimarranno sul mercato si conteranno sulle dita di una mano.

(C): Oltre ai numeri, ci appassionano le storie. Ci racconti un po’ la tua storia (anche prima del Madee) e come sei arrivato a pensare di creare una piattaforma di crowdfunding sociale?

(MG): il mio progetto di creare una piattaforma attraverso la quale è possibile donare oggetti online è nata all’interno di un campo di volontariato in Africa.
Prima di partire ho raccolto del materiale scolastico da una decina di amici e lo consegnato alla scuola dove ho svolto la mia attività di volontario.
Alla consegna ho documentato tutto con foto e video.
Le reazioni sono state: “mi sembra di conoscerli! di esser lì!” oppure “….meraviglioso quelli sono i colori che ho donato!”

Qui ho subito capito che una classica donazione in denaro non avrebbe potuto scusitare le stesse sensazioni, fiducia ed emozioni!
Di conseguenza ho iniziato a lavorare per rendere ripetibile questa esperienza tramite strumenti digitali.

(C): Come sai siamo “malati” di infografiche e datavisualization. Guardando il tuo progetto ci è venuto in mente: ma se un progetto di tipo sociale necessitasse (per la campagna di comunicazione) di un’infografica o di una datavisualization, si potrebbe finanziarla attraverso la tua piattaforma?

(MG): Sarà possibile nei prossimi mesi. Puntiamo a rendere rendicontabile anche il lavoro delle persone. Infatti il nostro obiettivo è finanziare tutto ciò che crea valore per il progetto e la società in un’ottica di trasparenza e rendicontazione.

(C): Sappiamo che i primi anni di una start up come la tua sono caratterizzati da continue evoluzioni. Quali sono i tuoi obiettivi per il 2015?

(MG): il nostro obiettivo nel lungo periodo è affermarci come azienda For Benefit: vogliamo produrre utile per gli stockholder e benefici significati per la società!
Di conseguenza ogni idea, strumento, processo utile a questo scopo sarà preso in considerazione e testato con lo schema “build -> maestre -> learn”.

(C): Concludiamo l’intervista come aprivamo i nostri corsi in Digital Accademia: dacci 3 numeri per raccontare PVALUE.ME.

(MG): 31 famiglie aiutate – 99 kit scuola donati – 5 nuovi progetti in arrivo

tritticonmassimo

(C): Grazie Massimo, sono numeri davvero significativi! In bocca al lupo a te e al tuo progetto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *