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Le coordinate dell'information design

Francesco e l’infografica tipografica

giugno 27, 2015 - Infografiche, Information Design, Open Data
Francesco e l’infografica tipografica

Francesco Paternoster è un graphic designer che stilisticamente mescola origini mediterranee e vocazione teutonica. Di recente ha realizzato “Cognomi di Matera”, un ottimo progetto infografico grazie al quale è giunto tra i finalisti dell’EUROPEAN DESIGN AWARD 2015. Il suo sito personale è www.francescopaternoster.com

poster

Ciao Francesco, come nasce la tua passione per il design e le arti grafiche? Raccontaci il tuo percorso.
Sono nato in una famiglia di tipografi. Mio nonno stampava con caratteri mobili in piombo e legno.
Mio padre ha vissuto il passaggio dalla stampa offset alla stampa digitale, fino all’avvento dei social network.
Io ho deciso di seguire le loro orme, iscrivendomi alla facoltà di Design e Arti di Bolzano, successivamente ho ottenuto la laurea Specialistica in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano. In questa città ho imparato tantissimo, grazie allo studio Leftloft, dove ho lavorato per circa due anni. Da poco tempo, sono ritornato a Matera dopo una grande esperienza all’estero nel mondo del packaging.

zoom

La tua infografica “Cognomi di Matera” è fra i finalisti degli EUROPEAN DESIGN AWARDS 2015. Come ha avuto origine questo progetto?
L’infografica nasce nell’ambito del concorso “Open Data Matera”.
Lo scopo del concorso era quello di rendere più fruibile al pubblico, la lettura dei dataset che il
Comune di Matera rilascia periodicamente online. Esistono decine di dataset a disposizione dei cittadini, ma quello che più mi ha colpito è stato “Cognomi di Matera”, perché ho intuito di poter lavorare con l’identità dei materani.
I dati hanno anche un volto umano.

dataset

Ci parli delle caratteristiche tecnico-grafiche dell’infografica?
Ho creato un’infografica “a cascata” partendo dal cognome più diffuso (937 Montemurro al 31/12/2013) fino ad un massimo di 7 residenti della città di Matera aventi lo stesso cognome. Sono rappresentati in tutto 1.463 cognomi.
Maggiore è la diffusione del cognome, più grande sarà la dimensione del corpo carattere.
Esistono quindi, due modi per visualizzare l’infografica: da lontano, vedendo così solo i cognomi più diffusi, proprio perché hanno un corpo carattere molto grande, e da vicino, visualizzazione che permette di immergersi in centinaia di cognomi alla ricerca del proprio o di quelli di amici e parenti.
Ho voluto impaginare manualmente l’infografica, senza utilizzare dei software. Volevo fare un lavoro lento, quasi artigianale, per rispettare la sacralità dell’identità delle persone. In questo modo i dati mi hanno regalato diverse soprese, ho scoperto che cognomi cinesi, sud americani o nord africani hanno la stessa diffusione di cognomi tipici materani (Yang/Vinciguerra). Questo dato deve far riflettere noi materani su un modo nuovo di guardare la città, sempre più internazionale.

legenda

State già lavorando a nuovi progetti in collaborazione con “Open Data Matera”?
“Open Data Matera” è un’iniziativa del Comune di Matera in continua evoluzione. Credo che questa mole di dati messa a disposizione dei cittadini sia una grande risorsa per la creazione di progetti sempre nuovi, sia nell’ambito della data-visualization, che per lo sviluppo di app legate al tessuto urbano.

Ci parli del tuo gruppo di lavoro? Hai aperto uno studio tuo?
Collaboro assiduamente con lo studio Graficom di Matera, per il quale curo progetti di branding, design editoriale, illustrazioni, web e packaging. In base al tipo di progetto, collaboro anche con videomaker, sviluppatori, giornalisti e fotografi.
A brevissimo aprirò il mio studio nei Sassi di Matera. Dove prima vivevano i contadini, adesso ci sarà uno studio grafico.

A che target si rivolgono i tuoi progetti?
I miei progetti si rivolgono ad un pubblico eterogeneo. Lavoro per istituzioni pubbliche del settore culturale, turistico o agro-alimentare, ma anche per aziende private che operano in diverse aree di mercato.

Che importanza dai alla tua città?
Matera l’ho sempre portata dentro di me. Lo stile arcaico dell’arte agro-pastorale che ha segnato la città per centinaia di anni ha influenzato il mio modo di progettare. È uno stile che mette al centro l’identità dell’uomo con il suo lato mistico e le sue imperfezioni. L’infografica “Cognomi di Matera” è un tributo a tutto questo.

Che contributo vuoi dare con il tuo lavoro nella Matera capitale della cultura 2019?
Domanda da un milione di dollari… Matera 2019 rappresenta per tutti noi materani un grande obiettivo. Un’occasione per fare impresa a partire dalla nostra città. Personalmente, non saprei dire quale sia il vero contributo che io possa dare. Alcuni miei progetti sull’identità di Matera, hanno avuto dei riconoscimenti internazionali, è vero, ma sono un sostenitore dell’idea che un territorio cresce se si progetta in un’ottica di collaborazione, condividendo il proprio sapere con tutti.

Per concludere volevamo chiederti che ruolo ha per te l’information design in Italia. Come sta evolvendo lo scenario?
Oggi abbiamo a disposizione un’enorme quantità di informazioni che giungono a noi in modo massivo e caotico. Per meglio comprenderle, è necessario filtrarle e decodificarle in modo da renderle facilmente comprensibili al pubblico. In questo la figura dell’information designer è cruciale.
Credo che il nostro Paese dovrebbe puntare molto sugli open-data perché costituiscono sicuramente un piccolo step per una gestione più trasparente del bene comune.

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