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Dai Big Data al Dataring

Novembre 25, 2015 - Big Data, Open Data
Dai Big Data al Dataring

Quando il nostro editore LSWR ci ha proposto (al sottoscritto ed al collega Leonardo Camiciotti) di scrivere un libro sui BIG DATA partendo dall’esperienza del programma di formazione BIG DIVE (bigdive.eu), l’opportunità e la prospettiva di trasferire su carta tutto il know-how maturato negli ultimi anni ha inevitabilmente offuscato la capacità di giudizio e di valutazione dell’onere che si prospettava.

A prescindere da quelle che sono le difficoltà generali di scrittura, valide probabilmente sia per un romanzo rosa che per un libro dedicato a una collana sui modelli di business come il nostro, il tema dei BIG DATA si è infatti rivelato particolarmente insidioso e ostico.

In primis la fortissima e attualissima visibilità mediatica di cui gode tutto ciò che è data-oriented determina, da un lato una forte attenzione, dall’altro un gran numero di situazioni in cui il termine BIG DATA viene invece usato a sproposito, privo della reale concretezza, avvolto da un’aura “magico-salvifica” o ancor peggio per sole finalità di marketing.

In secondo luogo BIG DATA è realmente una locuzione ambigua: miscela aspetti quantitativi e qualitativi (BIG… ma quanto grandi realmente?), tecnici (infrastrutturali) e umanistici (cultura dei dati, approccio all’apertura e alla condivisione), scientifici (attinenti alla ricerca) e “business-driven”.

In ultima analisi: quale taglio dare al testo? Divulgativo, di inquadramento generale, pseudo-scientifico, etc.? Tenendo ovviamente conto sia del background degli autori, sia degli altri volumi già pubblicati sul tema (a dire il vero prevalentemente sul mercato americano), alcuni dei quali decisamente ben strutturati ed efficaci nell’approcciarsi all’argomento.

La risposta mia e di Leonardo si è concretizzata nell’unire i fondamenti teorici relativi ai BIG DATA, alla proposta di uno strumento operativo concreto (il DataRing) la cui validità è stata infine testata su alcuni casi pratici concreti. Il tutto è stato infine arricchito dalle preziose illustrazioni di Laura Pippinato.

La prima parte del libro è dunque dedicata ai BIG DATA, intesi come convergenza di forze e fattori abilitanti, ma anche a quella che può essere definita (con un pizzico di licenza narrativa) l’alter-ego scientifico, ossia la scienza della complessità.

A seguire, un’intera sezione sviscera la questione delle competenze, delle responsabilità e il difficile, quanto fondamentale, ruolo del professionista dei dati, il data scientist, sia nella sua versione “pseudo-mitologica” (quale figura professionale che accentri competenze in ambito scientifico, infrastrutturale, data visualization, legale, etc.) sia in una più corretta prospettiva di team inter/intra disciplinare con una diffusa sensibilità per i dati ed un approccio spiccatamente data-driven.

Per l’appunto il DataRing (sotto rappresentato in una versione semplificata) trova ampio spazio nella terza sezione, la quale è interamente dedicata alla nostra proposta di canvas operativo con il quale analizzare, programmare e valutare il ritorno dei progetti basati sui dati (big, small, open). Il DataRing si connota quindi come processo iterativo di graduale trasformazione dei dati in informazione, conoscenza e infine IMPATTO. Esso aiuta, almeno questo è l’intento, a porsi le giuste e necessarie domande in fase di progettazione, in fase attuativa ed in quella che può essere definita come exploitation dei risultati.

Data_Ring

Il libro si chiude quindi con alcuni casi concreti, ambientati nel contesto italiano (start-up, pubblica amministrazione, impresa), che sono stati analizzati con l’occhio analitico del DataRing, ma che soprattutto aiutano ad “agganciare al suolo” la tematica dei BIG DATA.

A chi mi chiede se sono soddisfatto del prodotto finale, rispondo che avendo a che fare con un tema fluido come quello dei BIG DATA, riuscire a scrivere qualcosa di realmente efficace e che possa considerarsi invariante nel tempo è terribilmente complesso. Del resto, noi tutti viviamo un sostanziale paradosso secondo il quale da un lato stiamo costruendo gli impianti normativi/legislativi e la giusta consapevolezza del valore dei dati, dall’altro molti dei prodotti e servizi che usiamo tutti i giorni sono già una concreta interpretazione dell’approccio data-driven senza contare che molte delle grandi corporate odierne (Facebook, Google, Amazon, etc.) poggiano quasi interamente i loro modelli economici sui “nostri” dati. Quanto al DataRing, l’aspettativa è che venga realmente usato (da qui la decisione di rilasciarlo in maniera indipendente sul mini-sito www.dataring.eu con licenza Creative Commons) e commentato, modificato e redistribuito in funzione di esigenze puntuali, in pieno spirito lean.

CREARE VALORE CON I BIG DATA

Gli strumenti, i processi, le applicazioni pratiche

Scritto da Christian Racca, Leonardo Camiciotti
Illustrazioni di Laura Pippinato
In collaborazione con il Consorzio TOP-IX

Edizioni LSWR

http://www.edizionilswr.it/libri/creare-valore-con-big-data/

http://dataring.eu

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